IL PESO DELLA LEGGEREZZA. LA CHIAMANO SUPERFICIALITÀ, IO LA CHIAMO AMORE PER SE STESSI

IL PESO DELLA LEGGEREZZA. LA CHIAMANO SUPERFICIALITÀ, IO LA CHIAMO AMORE PER SE STESSI

Penso spesso alla superficialità.  A come troppe volte si palesi nel mondo dei social e ancor peggio nella #vitavera .

Tanti dicono che la vita va presa con leggerezza, ma se si fa della leggerezza il proprio cavallo di battaglia, alle volte dovrebbe essere (contro) bilanciata con qualcosa di più reale e tangibile.

Moltissime volte mi sono sentito dare del superficiale (e questo mi ha impaurito); in effetti potevo e potrei dare tuttora questa idea; il mio amore per il bello, il fatto che io curi il mio aspetto fisico, la mia mania per l’ordine esteriore, non sono sinonimi di superficialità

VERONA FASHION SHOW 2018, L'IMPORTANZA DEL FASHION SYSTEM SCALIGERO

VERONA FASHION SHOW 2018, L'IMPORTANZA DEL FASHION SYSTEM SCALIGERO

Qualche settimana fa sono stato ospite al Verona Fashion Show evento organizzato dalla Camera di Commercio di Verona.

Una location come Piazza dei Signori ha fatto da cornice e ha visto i riflettori puntati sulle 24 aziende che hanno partecipato alla grande sfilata, tutte del territorio veronese, un’evento creato per valorizzare il vero Made in Italy, quello che si ha nelle lavorazioni sartoriali di capi d'abbigliamento, di accessori e gioielli.

DEL DOLORE E DELLA SUA PATETICA SPETTACOLARIZZAZIONE

DEL DOLORE E DELLA SUA PATETICA SPETTACOLARIZZAZIONE

Ormai sembra che il dolore, di qualsiasi tipo esso sia, debba essere spettacolarizzato. Non si racconta, non si narra al fine di aiutare, con la propria esperienza, chi può trovare ristoro in quello che si vive o si è vissuto; tutto deve essere esagerato a livello comunicativo, ostentato nel vano tentativo di esorcizzarlo e renderlo con faciloneria meno grave e amaro. 

Spettacolarizzando il dolore, che sia dovuto ad una morte, ad una malattia o ad un fatto drammatico, sembra quasi che si voglia condividerlo con il mondo, e fin qui nulla di strano, anche se in alcuni casi il dolore dovrebbe essere vissuto in modo intimo e privato e non reso un intrattenimento da avanspettacolo.

LA DIGA DELL' ALBIGNA, DOVE HO AVUTO FREDDO FUORI, MA NON DENTRO (DI ME)

LA DIGA DELL' ALBIGNA, DOVE HO AVUTO FREDDO FUORI, MA NON DENTRO (DI ME)

quando mi è stato proposto di visitare l'interno di una diga alpina, come quella dell' Albigna, dopo averci pensato sù qualche minuto, ho accettato più incuriosito che entusiasta.

L'interno di una diga non si vede tutti i giorni, magari pochi si sentirebbero in grado di stare qualche ora al suo interno e a dire la verità, anche io non ero del tutto tranquillo prima di entrarci.

Vai a sapere quale paranoia mi avrebbe colto; la più grande sarebbe stata di sicuro la claustrofobia, in seconda posizione quella del buio e la medaglia di bronzo sarebbe andata alla sensazione di "intrappolamento" che mi avrebbe donato un corridoio con pareti di cemento armato senza via di fuga…

FARE SPORT MI SCARICA IL FISICO E MI RICARICA LA MENTE, SVUOTANDOLA

FARE SPORT MI SCARICA IL FISICO E MI RICARICA LA MENTE, SVUOTANDOLA

Non sono sempre stato uno sportivo, anzi, fare sport mi creava una sorta di ansia da prestazione che non permetteva di godere a pieno del momento; ho passato gran parte della mia adolescenza a maltrattare il mio corpo, lo sport lo trovavo una fatica inutile, un metodo di aggregazione sociale che disgregava la mia anima, una sorta di sacrificio in cui non gareggiavo con gli altri ma solo e puramente con me stesso e le mie presunte incapacità.

VA DI MODA IL BRUTTO, UN FREAKSHOW CONTINUO PER ESSERE CHIUNQUE MA NON NOI STESSI

VA DI MODA IL BRUTTO, UN FREAKSHOW CONTINUO PER ESSERE CHIUNQUE MA NON NOI STESSI

Va di moda il brutto, il grottesco diventa moda, tutto sembra il riflesso delle brutture, della cattiveria, del caos della società e dei problemi interiori di chi la vive, lo vedo ovunque e non mi rimane che farmene un a ragione.

Dalle passerelle, alle strade delle città fino ad arrivare alla televisione, sembra che quello che un tempo era considerato di cattivo gusto, volgare o ad esclusivo appannaggio di un' "élite" ristretta, limitata e provocatoria, un mondo da bannare e lasciare nelle retrovie, ora, sia stato sdoganato per permeare ogni settore della società ed essere sfacciatamente alla mercé di tutti.

CON IL METODO ICÀSTICO DI MARCO DE LISO, LA FOTOGRAFIA RACCONTA LA VERA ESSENZA DELLE PERSONE

CON IL METODO ICÀSTICO DI MARCO DE LISO, LA FOTOGRAFIA RACCONTA LA VERA ESSENZA DELLE PERSONE

Il Metodo Icàstico rappresenta un nuovo modo di fotografare e farsi fotografare, un metodo  creato da Marco De Liso che permette di catturare la vera essenza delle persone, non semplici fotografie, ma veri e propri ritratti contemporanei che cristallizzano momenti e ricordi preziosi che dureranno nel tempo.

Ho incontrato Marco nel suo studio fotografico, non un vero e proprio studio, quei classici ambienti freddi e impersonali in cui attrezzature strane possono solo mettere in soggezione, ma in un appartamento studiato nei minimi dettagli per mettere a proprio agio chi vuole regalarsi e regalare un’esperienza unica per se stesso o a chi ama.

CHI HA IL PANE NON HA I DENTI, L'IMPORTANTE È AVERE I NUMERI GIUSTI (ANCHE SE COMPRATI)

CHI HA IL PANE NON HA I DENTI, L'IMPORTANTE È AVERE I NUMERI GIUSTI (ANCHE SE COMPRATI)

Spesso rifletto, e questo non è di certo una novità, ma in questi giorni mi capita spesso di pensare  al detto “chi ha il pane non ha i denti” e viceversa, sembra che ormai l’importante sia avere i numeri giusti, stuoli di followers comprati e fasulli, questo è il #mood, è di vitale importanza avere grandi cifre.

Sono stanco di vedere ingiustizie perpetrarsi nel mondo del web, un mondo che premia solo chi ha la faccia come il culo e non chi ha veramente qualcosa da dire e soprattutto sa farlo


GOLDEN, LA SEXY COLLISIONE DI KYLIE MINOGUE TRA POP E COUNTRY

GOLDEN, LA SEXY COLLISIONE DI KYLIE MINOGUE TRA POP E COUNTRY

Kylie Minogue nel suo nuovo album Golden cambia decisamente stile, non più quel pop sfacciato a cui per decenni ci ha abituato, il sound tipico capace di rendere dotati di senso del ritmo anche dei pali di legno, ma un progetto con sonorità spiccatamente country in cui i classici strumenti a corda, spolverati di immancabili glitter e sensualità, trovano la loro massima espressione nell’accoppiata con la voce squillante dell'artista, quasi adatta a gorgheggi dello Yodeling.

HO GUARDATO LA PAURA E LE HO RISO IN FACCIA

HO GUARDATO LA PAURA E LE HO RISO IN FACCIA

Guardare le proprie paure, studiarle e alla fine affrontarle e vincerle, non è da tutti.

Mi rendo conto, sempre di più, che siamo pieni di paure e insicurezze che non riusciamo ad affrontare; le lasciamo nascoste negli anfratti più reconditi dei nostri cuori di leone e non le andiamo mai a disturbare, non le studiamo per capire il motivo di tanto terrore

ROMANA BUSANI: IL NOME E IL LUSSO DELLE BORSE CHE HANNO UN'ANIMA

ROMANA BUSANI: IL NOME E IL LUSSO DELLE BORSE CHE HANNO UN'ANIMA

Un mix di solarità, senso estetico, cura dei dettagli e design che, come tutte le persone creative, riversa nel suo lavoro, e siccome io adoro raccontare storie di persone, aziende e prodotti, non potevo esimermi dal rimanere affascinato dalla sua vita e dalla passione per le borse che l’ha portata a creare il suo personalissimo brand. Ogni pezzo infatti, ha il nome di una donna, ogni nome è legato ad una persona in particolare che ha avuto un ruolo fondamentale nella sua vita; in ogni borsa c’è un’esperienza, un sentimento, un’emozione e un’anima che racconta la personalità della donna a cui è dedicata e conseguentemente, della donna che la indossa.

Ogni modello nasce da una storia, da una realtà e da un'esperienza che è stata realmente vissuta dalla stilista.

GUCCI DECAPITA IL BUON GUSTO, MA LO FA CON UN MESSAGGIO IMPORTANTE

GUCCI DECAPITA IL BUON GUSTO, MA LO FA CON UN MESSAGGIO IMPORTANTE

Una gigantesca sala operatoria, questa la scenografia di Alessandro Michele per la collezione uomo e donna autunno/inverno 2018-19 di Gucci; teste mozzate dei modelli e modelle sottobraccio agli stessi in una passerella asettica e outfit cacofonici come di norma.

VORREI I COMMENTI VOCALI IN FACEBOOK, ALMENO SI PERCEPIREBBE QUALCOSA DI REALE DELLE PERSONE

VORREI I COMMENTI VOCALI IN FACEBOOK, ALMENO SI PERCEPIREBBE QUALCOSA DI REALE DELLE PERSONE

Vorrei che ci fossero i commenti vocali nei social, almeno dal tono di voce delle persone si potrebbe capire molto di come sono realmente, si capirebbe il livello di sensibilità e il bagaglio umano di esperienze ed emozioni che ognuno ha.

 Certo non sarebbe la stessa cosa di guardare dritto negli occhi e vedere il linguaggio del corpo, ma sarebbe un buon inizio, quantomeno per sentire le voci da agnellino di tanti leoni.

2018 L'ANNO CHE VERRÀ, DEVE ESSERE DIVERSO (PER FORZA)

2018 L'ANNO CHE VERRÀ, DEVE ESSERE DIVERSO (PER FORZA)

Dicono che il 2018 sia alle porte e io ne sono solo felice. Ogni fine d’anno mi domando come sarà l’anno che verrà, chi incontrerò, come crescerò, chi perderò.Non ho mai creduto alle stelle, sono troppo lusinghiere e cariche di promesse che non mantengono; i miei bilanci per l’anno, me li canto e me li suono io, anche se ne faccio ben due, uno a settembre e uno giustamente a dicembre, ma forse, in questo periodo, abbiamo tutti un po’ bisogno di leggere qualcosa che ci rassicuri, che ci coccoli come farebbe una mamma accarezzandoci la testa e sussurrando che andrà tutto bene nel nuovo anno.

ALCUNE PILLOLE PER UN TOTAL LOOK MASCHILE: INVERNO 2018

ALCUNE PILLOLE PER UN TOTAL LOOK MASCHILE: INVERNO 2018

Ebbene si, è inverno e il freddo occupa oggi gran parte dei pensieri degli appassionati di stile se si pensa all’aspetto del total look maschile: una componente aimè spesso messa da parte, quasi in secondo piano rispetto all’ esigenza di non patire il freddo dettata dalle temperature sempre più basse.

EPIDERMOLISI BOLLOSA, LA MALATTIA CHE NON PERMETTE AI BAMBINI FARFALLA DI SPIEGARE LE PROPRIE ALI E VOLARE

EPIDERMOLISI BOLLOSA, LA MALATTIA CHE NON PERMETTE AI BAMBINI FARFALLA DI SPIEGARE LE PROPRIE ALI E VOLARE

Lo scorso venerdì ho avuto il grande privilegio di partecipare alla serata di Gàla di Debra Italia Onlus, l’unica organizzazione nazionale no profit per la raccolta di fondi a sostegno della ricerca per l’Epidermolisi Bollosa, una malattia genetica degenerativa cronica e molto rara, conosciuta anche come Sindrome dei Bambini Farfalla.

Nel corso della serata ho avuto l’occasione di conoscere Cinzia Pilo, una donna, una mamma ed un grande guerriera, nonché presidente di Debra Italia Onlus e parte attiva nel comitato esecutivo di Debra International,  tutte associazioni che finanziano progetti di ricerca specifici sulla Sindrome dei Bambini Farfalla.

BEAUTIFUL TRAUMA DI PINK, L'ALBUM CHE INSEGNA COME I TRAUMI POSSANO RENDERE LA VITA BELLISSIMA

BEAUTIFUL TRAUMA DI PINK, L'ALBUM CHE INSEGNA COME I TRAUMI POSSANO RENDERE LA VITA BELLISSIMA

Beautiful trauma è il settimo album di Pink (uno dei miei miti musicali), un’anima complicata che ha sempre riversato nelle proprie canzoni tutte le emozioni e problematiche personali ma in cui ognuno di noi può rispecchiarsi, una personalità sanguigna, grungy e scintillante che non smette di sorprendere.

I suoi album riflettono l’immagine della società, i sentimenti delle persone, della situazione socio/politica di un paese e grandi o piccoli problemi sociali; tante tematiche affrontate in ogni disco, ogni singola canzone comunica qualcosa, Pink, nella sua musica, non rimane focalizzata solo su un’argomentazione affronta la #VitaVera

TI FAI TROPPE PARANOIE

TI FAI TROPPE PARANOIE

"Non farti troppe paranoie", chissà quante volte l'abbiamo detto a qualcuno nel momento in cui ci è stata confidata un'insicurezza, un dubbio o un pensiero, ma soprattutto, quante volte è stata rivolta a noi per gli stessi motivi. È inutile nasconderlo, a tutti prima o poi almeno qualche volta è successo di rimanere intrappolati nella morsa del pensiero paranoico.

A tutti prima o poi capita di fare i conti con inutili pensieri negativi che condizionano non solo le nostre giornate, ma anche la nostra vita, l'ambiente lavorativo, quello sentimentale, la famiglia o il sociale, ogni contesto sembra non essere indenne da qualche paturnia, ammettiamolo.

HO UN GATTO CHE È UGUALE A ME, CLETO FOREVER

HO UN GATTO CHE È UGUALE A ME, CLETO FOREVER

Ormai è più di un anno che Cleto è entrata a far parte della mia vita e solo ora posso affermare con cognizione di causa, che ho un gatto uguale a me. Non avrei mai pensato che avere un gatto potesse essere una terapia per incanalare affetto, amore, gioco, comprensione e molte volte incazzature mastodontiche.

Fin da bambino sono sempre stato circondato da animali umani e anche animali a 4 zampe che, sfortuna mia e loro, hanno sempre avuto una vita breve; per un motivo o per un altro mi hanno lasciato sempre troppo presto.

UN SALUTO RUBATO DA ME

UN SALUTO RUBATO DA ME

Sono sempre stato un tipo allegro ma non spensierato, molto riflessivo, polemicamente instintivo e riservato, ho sempre trasmesso allegria a chi mi è vicino anche quando questa manca dentro di me e considerata la mia grande riflessività stavo pensando che per due o tre anni ho avuto qualche problema con il saluto. Salutare ed essere salutato dalle persone mi metteva a disagio.

Purtroppo in un determinato periodo della mia vita, per varie vicissitudini troppo lunghe da raccontare, ho smesso di salutare; non lo facevo per spocchia o maleducazione verso chi non conoscevo, ma più che altro per paura che quel cenno potesse essere la scintilla per un eventuale “Ma chi ti conosce? Questo chi è? Cosa vuoi?”, come è già successo tra l’altro. Forse una sorta di barriera per non rimanere ferito dalle reazioni delle persone.