CON IL METODO ICÀSTICO DI MARCO DE LISO, LA FOTOGRAFIA RACCONTA LA VERA ESSENZA DELLE PERSONE

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Il Metodo Icàstico rappresenta un nuovo modo di fotografare e farsi fotografare, un metodo  creato da Marco De Liso che permette di catturare la vera essenza delle persone, non semplici fotografie, ma veri e propri ritratti contemporanei che cristallizzano momenti e ricordi preziosi che dureranno nel tempo.

Ho incontrato Marco nel suo studio fotografico, non un vero e proprio studio, quei classici ambienti freddi e impersonali in cui attrezzature strane possono solo mettere in soggezione, ma in un appartamento studiato nei minimi dettagli per mettere a proprio agio chi vuole regalarsi e regalare un’esperienza unica per se stesso o a chi ama.

Nella nostra chiacchierata non ho potuto fare a meno di percepire, guardando i suoi occhi, la passione di questo “designer di anime” (questo è per me) per il suo lavoro e la  sua mission di fotografare persone “comuni” permettendo alla loro unicità di uscire mostrando la loro vera anima.

Il metodo Icàstico consiste proprio in questo, riuscire a creare empatia con le persone e donare serenità nel farsi fotografare, trovare i nostri punti di forza esteriori ed interiori e comunicarli attraverso uno studio della persona, della sua immagine e soprattutto di quella bellezza che troppe volte si tende a nascondere, l’interiorità.

Tutte caratteristiche che spesso i fotografi professionisti dimenticano o non vogliono valorizzare perché sempre alla ricerca di una realtà inesistente offuscando le particolarità che ci rendono unici e alle volte creando un’immagine (troppo) perfetta che non rispecchia noi stessi solo perché non vengono percepite le difficoltà, l’insicurezza e piccoli complessi che si possono avere nel farsi ritrarre in modo professionale.

Credo sia capitato a molti di guardare una propria fotografia o la fotografia di una persona amata ed esternare il pensiero: “si, la fotografia è bellissima, ma non sono io / non è lei o lui”; a me è capitato e capita spesso, ma credo sia un problema mio, sono troppo esigente con me stesso, non mi perdono niente e troppe volte vedo imperfezione in ogni cosa.


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Con il progetto che abbiamo voluto sviluppare Marco ed io è stato tutto diverso, gli ho raccontato un po’ della mia vita, di chi è Stefano e di come negli anni abbia inconsapevolmente creato un personaggio per difesa.

Ebbene si, raccontandomi a lui mi sono reso conto che a causa di grandi dolori e delusioni subite dalle persone e varie tipologie di bullismo che ho vissuto quando ero più giovane, ho costruito una parte di me, che sembra inattaccabile, un esoscheletro invisibile anti dolore, un’armatura di immagine impenetrabile che evitasse al male di entrare e alle emozioni di uscire.

Abbiamo creato assieme il mio ritratto contempooraneo per catturare nelle fotografie le 3 sfaccettature principali della mia anima.

Lo Stefano immagine, quello che dopo essersi dilaniato l’anima per ogni cosa, essere stato piegato e spezzato più volte dalla sua estrema sensibilità ha eretto una barriera quasi inaccessibile per non essere più colpito dalle piccole o grandi cose che potevano ferirlo.


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Lo Stefano di tutti i giorni, l’uomo che è consapevole del proprio valore e soprattutto dei propri valori, colui che dopo avere accettato il suo carattere con tutti i difetti e limiti, ha una rinnovata forza per affrontare nuovi progetti e le avventure che la vita gli riserverà.


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Come ultimo, ma non meno importante, lo Stefano più puro, il corpo di un adulto che racchiude un animo di bimbo, sognatore, buono e sempre pronto  a giocare e ad aiutare. Forse questo mio lato lo conoscono veramente in pochi ma guardando le fotografie di questa ultimo componente della mia anima lo si può percepire solo guardando i miei occhi.


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È inutile negare che quando Marco mi ha chiamato per chiedermi di passare nel suo studio fotografico per visionare le foto, mio sono emozionato. Molte domande si sono accavallate nella mente: “Saranno belle le foto? I mie i difetti si vedranno molto? Se non mi piacciono?

Tutte domande inutili, ma da paranoico patentato quale sono non potevo fare altrimenti, alla fine, eccole lì le mie 3 anime tutte cristallizzate in scatti dal valore inestimabile.

Un percorso interno tra le mie sfaccettature; con le prime in cui l’apparenza trova il suo posto privilegiato  mi sono quasi spaventato, durezza e freddezza sono uscite in tutta la loro forza; eppure ero e talvolta sono ancora io; più le osservavo più mi rendevo conto di quanto abbia limitato  per troppo tempo alla mia anima di uscire, uno schermo protettivo di immagine, da uomo duro, fatto e finito che ha trasmesso distacco e (finta) superficialità per anni.



Nella seconda parte ho iniziato a percepire più di una crepa in quell’armatura refrattaria, iniziavo ad uscire io, lo Stefano di tutti i giorni, segnato dalla vita ma consapevole della propria forza; mentre visionavo questa sessione di foto la mia voce ha iniziato a tremolare, dovrei essere un chiacchierone ma in quel momento mi uscivano solo sospiri e poche parole come: “si, sono io, sono quello che sono ora, pieno di sogni ritrovati, forza e voglia di costruire”.

La terza parte del mio ritratto contemporaneo ha fatto uscire il sorriso, quella parte di me che nessun evento e nessuna persona potrà mai sradicare dal mio essere, dalla mia essenza. Magari rimarrà più nascosta ai più ma ci sarà sempre qualche privilegiato che scavando a fondo potrà incontrarla.



Le mie emozioni sono uscite a pieno, non devo aggiungere altro, il bersaglio è stato centrato e grazie a questa nobile filosofia, Marco riesce a tirare fuori da ognuno la bellezza dimenticata, i difetti che possono averci reso insicuri per tutta la vita, o solo in alcuni particolari momenti, diventano caratteristiche da mostrare in ritratti che dureranno nel tempo.

Bastano poche frasi per capire la filosofia di questo ragazzo che con i suo progetto vuole regalare sogni: “Purtroppo siamo in un epoca in cui tutto e tutti sono fotografati, ma cosa rimarrà di tutti i  selfie o foto digitali scattate negli anni? Vuoi mettere avere delle fotografie stampate su  carta di qualità garantita per centinaia d’anni, sfogliarle, tenerle in mano e non solo guardarle ma osservandole attentamente lasciando che la mente viaggi a quel preciso momento. Istanti di una vita racchiusi in uno scrigno da riempire con nuovi scatti e nuovi momenti che avrai di anno in anno?”

“La fotografia deve piacere alla persona ritratta, non mi interessa che piaccia ad altri, chi viene fotografato deve guardare la sua fotografia ed esserne soddisfatto riconoscendosi in essa”, queste le parole di Marco che mi hanno fatto scattare una lampadina nel cervello. E voler (nel mio piccolo) diffondere questo suo importante progetto.

Fotografie che riproducono in modo fedele la realtà senza sfalsarla e regalando una visione diversa di noi stessi con i nostri pregi e quelli che consideriamo i nostri difetti.

Sono rimasto affascinato da Icàstico, il metodo di fotografare che incarna perfettamente la mia filosofia di vita e quella del mio blog, che è diventato la mia vita, esaltare l’unicità e la bellezza esteriore ma permettere di mostrare forse la più importante, quella interiore.

Un connubio perfetto tra le due bellezze, tra il mondo visibile e quello invisibile o visibile solo a pochi e molte volte neanche a noi stessi.

 

www.icastico.it