MFW UOMO S/S 2017: QUALCOSA STA CAMBIANDO, PIU' MORBIDEZZA E MENO SLIM FIT

Reduce da Pitti Immagine uomo e trepidante per l'arrivo di Anacleto, il gattino che, dal momento in cui l' ho visto appena nato, mi ha rubato il cuore, non ho potuto vedere dal vivo le sfilate delle collezioni uomo presentate a Milano; quindi, armato di gatto in braccio, mi sono posizionato davanti al Mac e ci ho dato dentro con streaming violento delle sfilate che mi interessavano.


 Canali

Canali


Una sartorialità classica ma allo stesso tempo contemporanea, una collezione fluida ed avvolgente, dove i tessuti più pregiati si mescolano a quelli tecnici come nei modelli di trench, svolazzanti e leggerissimi. Canali è da sempre una garanzia per l'uomo classico (ed aggiungerei maschile), ma che vuole lasciare il segno distinguendosi per classe e signorilità.


 Bikkembergs

Bikkembergs


Una delle maison di moda che adoro, mi è sempre piaciuta fin dai primi anni della sua nascita, un marchio che sa combinare alla perfezione colori, stampe e dettagli dal gusto metallico.

La vestibilità dei capi è sempre eccellente e diciamolo, è uno dei pochi marchi che si avvale di modelli belli e maschili, uomini con un fisico sano e non i soliti ragazzini che stanno in piedi con il vento a favore.

Unica pecca, i sandali... ma abbinati ai parastinchi colorati hanno un loro perché.

Bikkembergs per me è sempre una garanzia.


 Daks

Daks


Quella di Daks è una delle sfilate che mi è veramente piaciuta, una collezione che ha richiami etnici nelle forme dei pantaloni e delle maglie lunghe a turtle neck, camicie che fasciano il corpo ma in modo morbido con tessuti e textures che si alternano con tonalità scure ma brillanti.

Capi che fanno diventare l'uomo un Mahraja metropolitano, grazie anche agli accessori color argento invecchiato che si rifanno all'arte della gioielleria indiana. Bravo Filippo Scuffi.


 Emporio Armani

Emporio Armani


Come sempre Re Giorgio non delude, abituato come sono a vedere sulle passerelle e ancor peggio per strada, la stravaganza più ostentata, lo stile Emporio Armani da il giusto tocco di eleganza e semplicità alla moda della prossima primavera/estate. Capi dai colori neutri, con forme essenziali e futuristiche che si ispirano all'abbigliamento sportivo. Con Emporio Armani da sempre si capisce che per distinguersi non occorre (tra)-vestirsi in modo assurdo e improbabile, ma basta un impronta digitale. 


 Fendi

Fendi


Io amo profondamente Fendi, sia l'abbigliamento, sia la linea di arredo casa. L'ho sempre trovato un giusto compromesso tra il lusso più estremo e il design minimale, ma senza mai essere pacchiano.

Di questa sfilata ho apprezzato i tagli morbidi e comfy, le stampe floreali, le righe multicolor, i motivi a quadri e l'uso della pelliccia fanno di Fendi uno dei marchi che preferisco.


 Gucci

Gucci


Devo ammetterlo, Gucci sta iniziando a non piacermi, o meglio, ultimamente non mi piace proprio.

L'uomo Gucci sta diventando sempre più un damerino dal sesso indefinito, una brutta copia della donna (che a differenza dell'uomo, Alessandro Michele sa vestire in modo incantevole), non mi piace il cambiamento di concetto della Maison, anche lo styling delle boutique sta cambiando e, secondo me, non rispecchia più lo stile del Gucci che ho sempre idolatrato. Pochi pezzi, indossati singolarmente, sono portabili, ma tutto insieme è veramente troppo. Rimpiango i tempi e lo stile mascolino ed impeccabile di Tom Ford.


 Jil Sander

Jil Sander

 Jil Sander , la sfilata più semplice, lineare, essenziale e  "pulita" di tutte, una collezione alla quale è stato eliminato il superfluo di dettagli e particolari.

Uno stile dai colori delicati che cambiano tonalirà in dissolvenza dal più scuro al più tenue, una collezione da cui traspare la più pura semplicità, per far percepire nel modo migliore, la personalità e l'individualità di chi indossa una giacca nelle tonalità dell'azzurro o un trench verde salvia.


 Les Homme

Les Homme


Un uomo aggressivo, pienamente cosciente della sua fisicità e del suo forte carattere.

Questo è quello che mi ha trasmesso la sfilata di  Les Hommesmaglie in rete che lasciano intravedere parti del corpo, ricami metallici che ricordano l'arte e la cultura dei Maya o altre popolazioni del sud America al tempo dei conquistadores spagnoli; ma anche un uomo del mondo militare, considerando le tasche multi funzione applicate agli smanicati. Uno stile forte ma se ben dosato, molto bello.


 Neil Barret

Neil Barret


La geometria e ancor più la simmetria, hanno sempre ricoperto un ruolo fondamentale nel mio del tutto personale, concetto di ordine. Con Neil Barrett questo concetto ha trovato la sua manifestazione visiva in linee squadrate, disegni geometrici, colori caldi e volumi a contrasto. In poche parole una collezione "ben ordinata".


 Pal Zileri

Pal Zileri


Da sempre Pal Zileri , firma della sartorialità italiana, fa percepire in questa collezione, la tridimensionalità dei capi, anzi, che alcune fantasie astratte siano in 3D. Mix tra texures lucide (quasi cangianti) ed opache. Insomma, una sfilata che ha messo in mostra l'arte sartoriale ma ha anche evidenziato un tocco contemporaneo ed artistico.

 


 Christian Pellizzari

Christian Pellizzari


Christian Pellizzari porta a Milano due stili di vita completamente diversi, da un lato la storia, il lusso ed il romanticismo Veneziano dato dai tessuti broccati e da sete Jacquard, dall'altro la frizzante vita californiana con stampe floreali e contaminazioni dallo sportswear. Uno stile composto dal mix and match di due culture che sembrano opposte, ma che insieme risultano in perfetta armonia. 


 Philipp Plein

Philipp Plein


In pieno mood anni 90, Philipp Plein ha presentato bomber e t-shirt che prendono ispirazione dal mondo dello sport con un riferimento preciso al basket americano, sneakers alte e avvolgenti che mi ricordano quelle che portavo io in quegli anni (ricordo che erano dotate di un cuscinetto d'aria gonfiabile e sgonfiabile che si attivava grazie ad una pressione sulla linguetta). Sneakers abbinate a pantaloncini in pelle più o meno decorati in perfetto stile Plein. Una collezione che mi ha portato indietro nel tempo a quei meravigliosi anni.


 Fausto Puglisi

Fausto Puglisi


Unica sfilata alla quale ho partecipato trovandomi a Firenze per Pitti Immagine Uomo.

Lo show tenutosi nella cornice della stazione Leopolda, ha visto come protagonisti alcuni giocatori del calcio fiorentino e dei detenuti del carcere di Sollicciano, diventati modelli per un giorno per celebrare il debutto della collezione uomo di Fausto Puglisi.

Non una vera e propria sfilata, ma più una presentazione quasi statica su un palco delle ultime novità proposte dal designer più amato dello show-business.

Moderni gladiatori dell'antica Roma rielaborati in chiave contemporanea, un tripudio floreale, borchie dorate e la scritta "Royalty" su felpe e giacche fanno ben capire l'opulenza e lo sfarzo provocatorio, ironico ed irriverente dell'intera collezione.

Forse uno stile adatto ad una donna dalla personalità forte, ma, a mio parere troppo eccessivo per l'uomo.

 

Credits: Camera Nazionale della Moda Italiana