TI FAI TROPPE PARANOIE

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Nel giro di poche ore, nello stesso giorno, mi sono sentito dire: "Ti fai troppe paranoie" da due persone diverse, professionisti che stimo molto sia a livello lavorativo che sotto l'aspetto umano, due persone che appartengono a mondi diametralmente opposti; eppure ad accomunarli, questa frase riferita in modo bonario a me.

A tutti prima o poi capita di fare i conti con inutili pensieri negativi che condizionano non solo le nostre giornate, ma anche la nostra vita, l'ambiente lavorativo, quello sentimentale, la famiglia o il sociale, ogni contesto sembra non essere indenne da qualche paturnia, ammettiamolo.

Queste parole che hanno risuonato nella mia testa come un consiglio fraterno, mi hanno fatto riflettere che in effetti me ne faccio troppe per troppe persone e per troppe cose. Sarà la mia sensibilità, la costante paura di deludere, ma è così, parto con infiniti giri della mente e del cuore che alla fine portano solo ad ammettere i miei limiti.

"Non farti troppe paranoie", chissà quante volte l'abbiamo detto a qualcuno nel momento in cui ci è stata confidata un'insicurezza, un dubbio o un pensiero, ma soprattutto, quante volte è stata rivolta a noi per gli stessi motivi. È inutile nasconderlo, a tutti prima o poi almeno qualche volta è successo di rimanere intrappolati nella morsa del pensiero paranoico.

Il "farsi troppe paranoie" ha sempre fatto parte di me, voli pindarici in cui le cascate di domande, a cui in certi casi, risposta non c'era, hanno sempre pervaso il mio essere. Ho sempre avuto (in molti casi sbagliando) la delicatezza di pensare prima agli altri, a come qualche mio atteggiamento possa ferire involontariamente, quanto un mio modo di scherzare possa essere frainteso o addirittura la mia pignoleria e precisione nel lavoro, come nella vita, possano risultare esagerate.

Non ci posso fare niente, sono un trasparente perfezionista e se non capisco qualcosa, in ogni campo, chiedo spiegazioni per comprendere, conoscere e imparare.

Convivo con me stesso da una trentina d'anni e ho metabolizzato questo lato della mia personalità, ma sentire ripetere quelle parole nell'arco di poche ore mi ha fatto mettere in discussione e realizzare quanto alle volte il mio bisogno di chiarezza e conoscenza dei dettagli possa essere farinteso come seghe mentali che il più delle volte, comprendo essere edificate puramente su macchinamenti cerebrali solo e totalmente miei.

Nel primo caso la frase incriminata è stata riferita all'ambito lavorativo in cui, se devo fare una cosa, voglio, pretendo ed esigo da me stesso che venga fatta bene, conoscendo nel dettaglio come agire e come muovermi, altrimenti, fare qualcosa tanto per farla non mi piace. È come una forza invisibile che mi impedisce di fare le cose male, piuttosto lascio questo pressapochista compito a chi si accontenta della faciloneria imperante.

Nel caso specifico, dopo le mie lecite domande per chiarire ruoli e competenze al fine di conoscere meglio il progetto e il da farsi, ecco arrivare la frase: "Tranquillo Stefano, meno paranoie, con noi funziona così."

Un'esclamazione tale la posso accettare se le mie fossero state fissazioni reali e infondate, ma non sul fatto di avere espresso il bisogno di informazioni, di formazione e riscontro su un determinato progetto del quale non avevo la minima idea di cosa trattasse.


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A differenza del primo episodio, il secondo è riferito alla sfera sociale in cui è subentrata la mia necessità di preservare e proteggere i rapporti e le persone a cui tengo, insomma, tutelare il mio capitale umano. Quando non ci vedo chiaro in qualcosa, che si tratti di un atteggiamento diverso dal solito o mancanze di qualsiasi genere, divento sospettoso ed iniziano a mulinare dentro di me molti punti di domanda che mi portano a voler chiarire immediatamente l'eventuale situazione di stallo onde evitare possibili fraintendimenti che porterebbero al fisiologico incancrenirsi di contesti di limbo emozionale.

Il più delle volte mi rendo conto che ogni elucubrazione mentale o film che ho proiettato nei miei neuroni, sono irreali o frequentemente, solo parzialmente irreali (il mio istinto fallisce pochissimo). In quel momento mi sento sollevato e abbozzando un sorriso, mi do del paranoico da solo.


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Occhiali: Hawkers / Camicia: Nara Camicie  / Denim: Soorty / Scarpe: Soldini / Trench:  Daniele Alessandrini / Borsa:  Mahi Leather

Photographer: Andrea Milani