IL "VORREI MA NON POSSO", UNA FILOSOFIA DILAGANTE

Stefano Zulian

Perché siamo troppo concentrati a dare un’ idea di noi che non rispecchia la realtà?

Facciamo di tutto per mostrare-dimostrare ciò che realmente non siamo, ostentiamo cose che non ci appartengono e spendiamo soldi che non possediamo, imponiamo a noi stessi l’obiettivo finale che le altre persone debbano avere un’ impressione di noi che, alla fine della fiera, non è il nostro vero essere. 

Noto sempre più spesso un dilagante bisogno di conferme, di affermazione, una necessità di stupire e creare un velo di invidia negli altri; forse in questo modo ci si sente più importanti, più autorevoli in quell’ aspetto della vita che da sempre ci ha fatto sentire fuori luogo, poco competenti o frustrati.

Vedo uomini e donne che hanno un lavoro normalissimo con uno stipendio più che dignitoso, sfrecciare per le strade della città con automobili che solo con leasing, prestiti, finanziamenti o addirittura con garanzie altrui si sono potuti permettere, ostentano un tenore di vita che faticano a mantenere, si vantano di possedere case da sogno, quando, la dura verità è chiusa in quattro mura di un bilocale in affitto che, tra l’altro, non viene pagato da mesi per poter risparmiare ed affrontare la vacanza supercool che li porterebbe a generare ulteriore ammirazione tra conoscenti e amici.

Sembra quasi che si voglia avere un effimero riscatto sociale, dimostrando in tutti in modi che possiedono e possiedono tanto, così nella loro mente e solo lì, in qualche modo verranno maggiormente rispettati e osannati dalle persone che fino a poco tempo prima li hanno denigrati.

Ma perché tutto questo? Perché comprare un portafogli, una borsa, un paio di scarpe imitazione di qualcos’altro? Cosa vogliono essere, un imitazione vivente?

Onestamente non capisco come si possa vivere così; se io non avessi una bella casa, direi senza farmi tanti problemi che vivo in una dignitosa topaia di 20 mq, se non avessi i soldi per comprarmi la macchina che tanto agogno, non ricorrerei a menate finanziarie varie pur di averla o ancora peggio, non comprerei una macchina “Vorrei ma non posso”, della serie voglio una Porsche Cayenne ma compro una scrausa imitazione giapponese, che tanto la linea e il rombo del motore ricorda l’originale, mi tengo la mia vecchia, vissuta e ammaccata, non mi geo-taggo in vacanza alle Maldive quando in realtà sono nel centro sportivo con piscina simil paradiso terrestre che ricorda lontanamente un atollo dell’oceano indiano, non vado ad un evento per starne al di fuori solo per ostentare il fatto di esserci stato, non farò mai un finanziamento per andare in vacanza e come in “Vacanze di Natale” del 1983, mandare una cartolina (se esistono ancora) alla portinaia del palazzo per farla schiattare di invidia.

Veramente, più apro gli occhi, più vedo questo circo di ostentazione di cose e stile di vita che non esiste, uomini e donne che danno una parvenza esteriore che non corrisponde alla vita reale, li senti dire: “io faccio questo, faccio quello, vado di là, vado di qua, vado su e vado e giù”… persone che nei social network e nella vita che hanno deciso di vivere, sembrano essere chissà chi e poi… il palco inesorabilmente cade in modo rovinoso. Ma perché prendere in giro voi stessi e gli altri? Per favore, le maschere bisogna sapere indossarle e sopratutto avere la coerenza e la forza di saperle mantenere, non solo a livello monetario.

 

Quante persone conosco e vedo che hanno fatto del: “VORREI MA NON POSSO” la loro filosofia di vita. Un sasso rimarrà sempre un sasso, anche se ben pulito ma, un diamante grezzo, se ben lavorato e lucidato diventa una delle cose più preziose al mondo.

Stefano Zulian


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Stefano Zulian / Pollini

Stefano Zulian / Gianfranco Ferré

Stefano Zulian /Dolce & Gabbana

Stefano Zulian / Pollini

Stefano Zulian

Occhiali: Gianfranco Ferré / T-Shirt: Berna / Pantaloni: Dolce & Gabbana / Mocassini: Pollini / Cintura: Pollini

Photographer: Andrea Milani